“I RAGAZZI DI STRADA, ALCUNE TEORIE E METODOLOGIE:

UN CASO STUDIO A CITTA' DEL GUATEMALA”.

 

Relatore: Professore Mario Biggeri

Candidato: Lambros Andreou

 

Anno Accademico 2011/2012

 

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INTRODUZIONE

 

L'obiettivo generale del seguente studio e di individuare, analizzare e valutare gli strumenti utilizzabili da parte dei Governi Nazionali, delle Istituzioni Internazionali e delle ONG locali in merito al tema dei “ragazzi di strada” che ormai può essere considerato un fenomeno a livello globale che colpisce oltre 100 milioni di bambini/e e ragazzi/e (Terre des Hommes, 2010). L'obiettivo specifico e di approfondire il fenomeno oggetto di studio attraverso l'utilizzo dell'Approccio delle Capabilities sviluppato da Amartya Sen e da altri ricercatori, tra i quali il Professor Mario Biggeri, mio relatore, e che permette di porre al centro dell'attenzione le scelte compiute dagli stessi ragazzi e ragazze di strada e concretizzato in un caso studio a Citta del Guatemala. La tesi, dunque, svilupperà sia riflessioni di carattere teorico che empirico. Prima di tutto, sarà necessario identificare un punto di partenza per la nostra analisi. Spesso si tende a non considerare il punto di vista dei ragazzi e delle ragazze di strada, o per meglio dire, non ci si focalizza sulle capacita di scelta e di giudizio che questi possono dimostrare anche in età adolescenziale e preadolescenziale. Tale presa di posizione non solo ha visto i giovani della strada ricevere progetti e programmi spesso non desiderati ed in maniera passiva, ma li ha anche messi in secondo piano rispetto alle scelte dei genitori, degli educatori, di cooperanti e persone terze. Tale visione paternalistica e stata il leitmotiv della maggior parte delle politiche (soprattutto nazionali) riguardanti l'infanzia. La paura che le giovani menti potessero compiere le scelte inadeguate, ha offuscato il giudizio dei più adulti nel non considerare che proprio alla base del processo educativo e di apprendimento vi possa essere la capacita di sbagliare, di valutare, scegliere e cambiare le proprie scelte. La chiusura degli “spazi di scelta” ha implicato un ostacolo allo sviluppo del ragionamento e dell'autodeterminazione ed ha complicato i processi di identificazione di ciò che e giusto o sbagliato per se stessi (Ballet, Biggeri, Comim, 2008). Generalmente, gli strumenti che vengono utilizzati per combattere il fenomeno della vita in strada, si legano in special modo all'istruzione ed alle pratiche tese al reinserimento sociale e lavorativo. Allo stesso modo, sorge la necessita di un corretto utilizzo di tali strumenti/pratiche che siano in grado non solo di misurare, ad esempio, il tempo dedicato all'istruzione, ma anche di rapportarlo alle altre necessita presenti nella quotidianità della strada. Ecco perché quando si parla d' istruzione, nel caso dei ragazzi di strada, non si possono non tener in conto le ore dedicate al lavoro minorile, il cattivo stato di salute in cui riversano, il sovente consumo di droga che ne limita l'apprendimento, le problematiche legate all'assenza della famiglia. Nella parte teorica della tesi, partendo da un modello normativo di tipo microeconomico, che mette in evidenza il ruolo dell'istruzione all'interno dei processi di crescita del “capitale umano”, analizzeremo in che forma questa possa influire positivamente nella sfera personale dei ragazzi, considerando la situazione complessiva in cui essi vivono e le necessita lavorative da cui sono condizionati. Al centro di tale modello si porranno gli interventi dello Stato, della famiglia e delle ONG locali, collocando il “ragazzo di strada” in una condizione di mero ricettore degli interventi preposti. Al contrario, nel secondo modello analizzato, quello delle Capabilities, il nostro punto di partenza sarà proprio legato alla capacita di scelta dei ragazzi (empowerment ed agency), considereremo i mezzi che questi hanno a disposizione e le possibilità di raggiungere determinati obiettivi partendo da un'analisi di se stessi e della realtà in cui vivono, con il fine di promuovere i processi di autonomia, indipendenza ed autodeterminazione. Come ci ricorda Amartya Sen (Biggeri, Ballet, 2010), il ragazzo e il centro operativo del “pensare”, “dell'agire”; “del tornare sui propri passi”interagendo allo stesso tempo con la famiglia, con il gruppo, con gli educatori, con le Istituzioni. Non e una semplice pedina, bensì il vero e proprio punto di riferimento del processo di sviluppo. Per questo nelle pratiche, oltre all'istruzione, sono sviluppati anche altri strumenti in grado di esprime le potenzialità e le capacita dei ragazzi attraverso momenti creativi (teatro e canto) basati su metodi partecipativi in cui le decisioni vengono prese in maniera collettiva e rivalutate nel corso del processo di apprendimento.

Nell'analisi empirica, prenderemo in considerazione lo studio condotto sui ragazzi di strada di Città del Guatemala appartenenti al “Movimiento de Jovenes de la Calle” (MOJOCA) in collaborazione con la Onlus Mani Tese, con cui ho avuto modo di lavorare per un periodo di 4 mesi, sviluppando le metodologie e gli strumenti in questione. Mediante un'analisi complessa e multidimensionale si cercheranno di trovare le prassi in grado di abbracciare integralmente il processo di crescita ed apprendimento dei ragazzi, in maniera che ogni aspetto della loro vita possa essere messo in evidenza e tenuto in conto nella costruzione delle giuste pratiche da utilizzare. L'eterogeneità della popolazione oggetto di studio, dunque, ci permetterà di variare le strategie di intervento da porre in essere con un necessario e continuo aggiornamento delle tecniche utilizzate.

Nel primo capitolo cercheremo di analizzare da un lato il contesto specifico e soprattutto le cause che hanno portato alla scelta della strada e dall'altro forniremo un quadro complessivo rispetto alcune pratiche in uso a livello globale. L'importanza di un quadro di riferimento da cui partire che tenga conto sia del contesto specifico in cui si manifesta il fenomeno, nel nostro caso Citta del Guatemala, sia di quello globale risulta essere necessario per stabilire delle metodologie e degli strumenti che siano il piu efficaci ed efficienti possibile. Nel secondo capitolo entreremo nel merito del modello microeconomico che evidenzia la relazione esistente tra istruzione e lavoro minorile ed affronteremo l'Approccio delle Capabilities da un punto di vista teorico adattandolo al caso dei ragazzi di strada. Presenteremo poi la metodologia utilizzata e ripresa dagli studi del Professor Biggeri e dal gruppo di ricerca dell'Università di Firenze utilizzata con i ragazzi di strada di Kampala, in Uganda, adattandola al contesto oggetto di studio ed ampliandola prendendo in considerazione elementi locali. Nel terzo capitolo analizzeremo il contesto socio-economico e politico guatemalteco mettendo in evidenza le difficoltà strutturali presenti in entrambi i campi grazie all'analisi dei dati ottenuti dalla Banca Mondiale e dalle fonti locali (Mojoca, Universidad San Carlos), determinando cosi le caratteristiche fondamentali della società guatemalteca e della vita in strada. Nel quarto capitolo, tratteremo da vicino il caso studio dei “ragazzi di strada di Città del Guatemala”, del lavoro svolto e dei risultati ottenuti a livello operativo attraverso l'utilizzo dell'Approccio delle Capabilities e la creazione di nuovi strumenti di valorizzazione delle loro capacita e potenzialità. Nello specifico, si parlerà dell'uso del teatro e della musica quali strumenti in grado sia di sviluppare processi di autoanalisi da cui partire per l'identificazione delle proprie capabilities, ma anche capaci di realizzare determinate functionings necessarie al processo di apprendimento.

Nelle conclusioni richiameremo i principali punti emersi e presenteremo alcune implicazioni di policy.