lettere + 2013 maggio 22, morte di don Gallo

 

Personaggio estroverso, creativo, coraggioso, che non aveva paura di opporsi ai potenti della società e della chiesa. Lui viveva con i poveri, con i giovani che avevano conosciuto l’emarginazione perché assumevano droghe.

 

Andrea aveva fondato la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova che comprendeva varie case, fattorie dove si allevavano polli, conigli, cavalli e dove si produceva un vino di eccellente qualità. La Comunità aveva anche un ristorante con specialità di pesce al Porto di Genova ed un altro sulle colline attorno alla città.

 

Erano le sue Comunità di accoglienza dove i giovani erano protagonisti e assumevano liberamente delle responsabilità. Non erano Comunità terapeutiche dove chi ha consumato droghe è rinchiuso, considerato come un malato che medici, psicologi e psichiatri devono curare. La Comunità di San Benedetto al Porto era cosciente delle cause sociali della tossicodipendenza ed era attivamente impegnata nelle lotte per cambiare la società a livello italiano ed internazionale. Alla morte di Chavez Andrea aveva celebrato una messa in ricordo dell’amico e fratello che aveva lottato per la liberazione dei popoli dall’integralismo.

 

Giulio Girardi, amico di Andrea, ha svolto una ricerca partecipativa con giovani delle Comunità di San Benedetto che fu pubblicata sotto il titolo dalla dipendenza alla pratica della libertà.

 

Sono stato più volte ospite delle Comunità di San Benedetto. Per vari anni una ventina di studentesse e studenti hanno soggiornato una settimana in una casa della Comunità dalle parti di Alessandria. Andrea aveva anche accolto una ragazza del Guatemala per formarla come animatrice delle ragazze e dei ragazzi di strada.

 

Andrea continua a vivere nel cuore e nella vita di tante persone che si sono ricostruite nella Comunità e si impegnano per una società diversa. Continua a vivere nelle lotte degli oppressi che si oppongono al progetto di morte dell’imperialismo finanziario.

 

Gerardo Lutte